Rimozione Rete abbandonata a S. Vito (TA)
I militari della Guardia Costiera di Taranto hanno supportato il gruppo Team Arrow Pescasub con una Motovedetta ed un Gommone nelle azioni di rimozioni di una rete lunga centinaia di metri che da giorni sostava pericolosamente vicino a scogliera e spiaggia.

Un esempio virtuoso per la pesca in apnea e per la comunità tarantina.
In un’importante operazione di tutela dell’ambiente marino, a San Vito è stato rimosso un chilometro di rete fantasma, dimostrando ancora una volta quanto sia necessario un impegno congiunto per proteggere i nostri mari. L’iniziativa, che ha visto la partecipazione attiva di associazioni di pesca, volontari e autorità locali, rappresenta un passo fondamentale per il ripristino dell’equilibrio marino, a beneficio di tutti coloro che praticano la pesca in apnea e altre attività subacquee.
Le reti fantasma, abbandonate o perse in mare, costituiscono una delle principali minacce per la biodiversità marina. Continuano a catturare pesci e altre creature marine, causando danni irreparabili agli ecosistemi. Questo fenomeno ha un impatto diretto anche sulla pesca in apnea, un’attività che si basa sul rispetto degli equilibri naturali e sulla selettività delle catture. Eliminare queste trappole invisibili è quindi essenziale non solo per proteggere la fauna marina, ma anche per garantire un futuro sostenibile a chi pratica questa disciplina.
La rimozione della rete fantasma
La rimozione della rete, lunga ben un chilometro, ha richiesto giorni di lavoro e l’impiego di subacquei esperti. L’operazione è stata condotta con grande attenzione per evitare ulteriori danni al fondale marino. Durante l’intervento, sono stati liberati diversi esemplari di fauna marina intrappolati, un gesto simbolico che sottolinea l’importanza della collaborazione tra appassionati del mare e istituzioni.


impegnati nella rimozione del pezzo di rete vicino alla spiaggia
La pesca in apnea, in particolare, trae beneficio diretto da queste iniziative. Questa pratica, che richiede concentrazione, controllo del respiro e rispetto per l’ambiente, si fonda su un rapporto armonioso con il mare. La presenza di reti fantasma rappresenta non solo un pericolo per chi si immerge, ma anche un ostacolo alla preservazione degli habitat marini, fondamentali per garantire la disponibilità di risorse ittiche.
A conti fatti in 7 ore di lavoro sono stati prima, rimossi, poi sequestrati oltre 1 km di rete, dando la possibilità alla popolazione di tornare a immergersi in sicurezza nel tratto di mare vicino alla spiaggia dell’Arenile
Un messaggio di sensibilizzazione
L’operazione di San Vito non è solo un successo operativo, ma anche un messaggio potente per sensibilizzare l’opinione pubblica. Ogni anno, tonnellate di reti fantasma finiscono nei nostri mari, causando devastazione. Eventi come questo dimostrano che è possibile fare la differenza con l’impegno e la collaborazione di tutti.


Gli appassionati di pesca in apnea, in particolare, sono chiamati a diventare ambasciatori della sostenibilità. Grazie alla loro profonda connessione con il mare, possono svolgere un ruolo cruciale nel promuovere comportamenti responsabili e nella segnalazione di situazioni critiche come la presenza di attrezzature abbandonate.
Verso un futuro sostenibile
L’intervento di San Vito si inserisce in un quadro più ampio di iniziative volte a ridurre l’impatto umano sugli ecosistemi marini. È fondamentale che questo esempio venga replicato in altre località, coinvolgendo non solo gli operatori del settore, ma anche i cittadini comuni. Solo così sarà possibile garantire un futuro sostenibile per tutte le attività legate al mare, compresa la pesca in apnea.
Con un impegno costante e azioni concrete, possiamo sperare in un mare più pulito e ricco di vita. Questo traguardo è fondamentale non solo per chi pratica la pesca in apnea, ma per tutte le generazioni future che vorranno godere della bellezza e delle risorse dei nostri mari.
Articolo di Dario De Sanctis
foto di Taras Art Drone